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Server di posta @ Promoweb

Sempre maggiore importanza della continuità della posta elettronica

email remote serverLa posta elettronica è diventata il mezzo di comunicazione primario per la maggior parte delle aziende ed è uno strumento di comunicazione indispensabile per qualsiasi utente.
La posta elettronica oggi assume diversi connotati tra i quali:


  • deve essere continuamente disponibile, poiché anche l'azienda deve esserlo;
  • non deve subire interruzioni pena perdita di messaggi, perdita di credibilità dell'azienda, perdita di produttività;
  • è ormai archivio per informazioni aziendali e personali, sia come testi che come files allegati (gli archivi crescono almeno del 30% all'anno);
  • deve essere accessibile via webmail anche da apparecchi mobili;
  • deve essere oggetto di backup. In sostanza non deve essere persa.


La soluzione fino a ieri adottata a questo riguardo era l'implementazione in azienda di  un server di posta elettronica in server di posta remotoazienda, con una serie di conseguenze. Si dovevano acquisire il server, il gruppo di continuità, il sistema operativo, i software specifici antivirus ed antispam, un indirizzo IP statico con una configurazione di router diversa dalla usuale semplice configurazione per l'uscita in iternet degli utenti ed ancora l'accesso da remoto della posta via webmail poteva ancora incontrare problemi di banda. Oltre al costo di Hardware e software ed agli interventi tecnici necessari, il backup della posta era tutt'altro che sicuro e comunque avveniva con notevole dispendio di risorse.

L'ampliamento della banda disponibile e lo sviluppo della tecnologia internet oggi permette una risposta semplice, concreta, efficace ed a costi contenuti.

Il server di porta remoto.

  • Fornisce account webmail a tutti gli utenti di posta elettronica
  • Fornisce posta secondo i protocolli POP3/IMAP4
  • Fornisce SMTP
  • Esegue il backup istantaneo della posta in remoto evitando che anche cancellazioni involontarie di posta possano comportare la perdita dei messaggi.
  • In caso di necessità la salvata dal backup istantaneo viene ripristinata a partire dalla data richiesta.
  • Illimitata capienza di posta e backup.


Il prezzo? € 15,00/mese + € 2,00/mese per account di posta.

E la posta non è più un problema.


 

newsflash

Tassare Internet per salvare i giornali?

La FIEG propone una tassa sulle connessioni Internet che dovrebbe andare a finanziare un comparto dell'editoria in piena crisi. Ma l'ADUC contesta immediatamente la proposta



«Il presidente della Fieg (Federazione italiana editori giornali), Carlo Malinconico, per far fronte all'aumentato costo delle spedizioni postali (sono state abolite le tariffe agevolate) dei giornali cartacei, ha proposto che sia istituita una tassa  ("un caffè al mese o giù di lì") per chi ha la connessione ad Internet. Una tassa provvisoria per dare ossigeno al settore, anche in attesa di una soluzione al problema dei contenuti editoriali utilizzati in Rete dai motori di ricerca».

Ma questa proposta all'ADUC non va giù. L'Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori è quindi la prima a scendere in campo per protestare contro una relazione che, pur prendendo piede dalla FIEG, è in realtà stata firmata in precedenza già da Carlo De Benedetti. E fin da allora ha fatto discutere per il modo in cui interviene in modo greve sull'attuale dibattito in corso circa le nuove forme del giornalismo ed i nuovi modelli di business che stanno prendendo forma sui canali digitali. L'intervento di Carlo Malinconico è stato preannunciato sul sito FIEG dando appuntamento alla Camera dei Deputati per la presentazione dello studio "La Stampa in Italia 2007-2009", nel quale si prometteva di approfondire le cause all'origine della crisi del settore: «fornirà indicazioni sulle possibili soluzioni per uscirne e muovere nella direzione di un coerente assetto economico e regolamentare che colga le opportunità offerte dagli sviluppi tecnologici in atto».

L'ADUC contesta con forza la proposta partendo dalla scarsa equità dell'idea ed arrivando a sottolineare come, per favorire una editoria in evidente crisi, si andrebbe a colpire un settore altrettanto in difficoltà quanto quello della Rete. L'Italia è infatti un paese nel quale la banda larga fatica ad imporsi (e gli incentivi poco hanno fatto per cambiare la situazione) e nel quale l'analfabetismo informatico è ancora ad alti livelli. Una sovrattassa sulla connettività, quindi, non farebbe altro che aggravare la situazione: «Ci saranno meno navigatori in Internet e i giornali non avranno risolto i loro problemi economici».

Piccata la sentenza dell'ADUC sulla relazione del Presidente FIEG: «Chi pensa che questa possa essere la strada per la soluzione dei propri problemi non comprende la funzione della Rete, che non non è solo una possibile alternativa/concorrenza ai giornali cartacei, ma uno strumento che, a partire dall'informazione, è interattività. [...] Forse è meglio che chi fa proposte del genere chiuda subito il proprio giornali e si dedichi ad altro».

di: Giacomo Dotta

 

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